Gioiosa Marea - Il mare raccontato ai ragazzi: pesca, tradizioni e ambiente chiudono il progetto “Alla scoperta degli antichi sapori”.
Il mare come risorsa economica, patrimonio culturale e ambiente da proteggere. Ma anche come luogo di lavoro, di sacrifici e di tradizioni tramandate da generazioni. Sono stati questi i temi al centro dell'incontro conclusivo del progetto “Alla scoperta degli antichi sapori”, svoltosi a Gioiosa Marea con il coinvolgimento degli alunni della scuola secondaria di primo grado.
Un appuntamento che ha messo a confronto il mondo della pesca, la ricerca scientifica, le istituzioni e la scuola, con l'obiettivo di far conoscere ai più giovani il valore delle risorse marine e l'importanza di un consumo alimentare consapevole ma anche invitarli a guardare il mare come un contenitore per nuove risorse economiche e di sviluppo.
Particolare attenzione è stata riservata al cosiddetto pesce povero, definizione che spesso nasconde una ricchezza di sapori, proprietà nutrizionali e tradizioni gastronomiche. Specie meno conosciute e meno richieste dal mercato, ma profondamente legate alla storia delle comunità marinare siciliane. A condurre l'incontro è stato il giornalista Massimo Scaffidi, che ha accompagnato gli interventi e favorito il dialogo con gli studenti, trasformando il convegno in un momento di confronto diretto.
Sono intervenuti Nino Accetta, in rappresentanza di Confcooperative Sicilia, settore pesca, e del Co.Ge.PA. Co.Pesca di Portorosa; Teresa Romeo, direttrice della Stazione Zoologica Anton Dohrn in Sicilia; Dario Natoli e Gabriele Villa, del GAC – Gruppo di Azione Costiera Golfo di Patti. Per l'amministrazione comunale erano presenti il sindaco Giusy La Galia, il vicesindaco Salvatore Salmeni e l'assessore Teodoro Lamonica, tra i principali promotori e animatori del progetto.
Il confronto ha consentito di affrontare il tema della pesca da prospettive differenti ma complementari: il ruolo delle marinerie nell'economia locale, le difficoltà quotidiane degli operatori, la valorizzazione del pescato, la salvaguardia degli ecosistemi e la necessità di tramandare alle nuove generazioni un patrimonio di conoscenze che rischia progressivamente di disperdersi.
La pesca, infatti, non rappresenta soltanto un'attività produttiva. Attorno alle barche, ai porti, ai mercati ittici e alle tradizioni gastronomiche si sviluppa una parte importante dell'identità delle comunità costiere. Un'economia che coinvolge pescatori, commercianti, ristoratori e famiglie, contribuendo alla vita sociale e produttiva del territorio.
Il mare non è una risorsa infinita. È stato questo uno dei messaggi centrali rivolti agli studenti. L'inquinamento, la presenza della plastica, i cambiamenti climatici e lo sfruttamento eccessivo delle risorse ittiche impongono una maggiore attenzione alla tutela dell'ambiente marino.
Valorizzare il pesce locale significa anche riscoprire il rapporto tra alimentazione, stagionalità e sostenibilità, imparando a conoscere specie spesso trascurate, ma anche quelle “nuove” che si affacciano a questi lidi inseguendo le trasformazioni climatiche, ma, e, capaci di raccontare la storia vecchia e nuova storia della cucina mediterranea.
Particolarmente significativa la partecipazione degli alunni delle scuole medie di Gioiosa Marea, che non si sono limitati ad ascoltare. I ragazzi hanno rivolto domande ai relatori, chiesto chiarimenti e manifestato curiosità per le attività dei pescatori e per le problematiche ambientali. Un coinvolgimento favorito anche dal lavoro della scuola e della dirigente scolastica Maria La Rosa, che ha accompagnato, in maniera attenta, la partecipazione degli studenti a un'iniziativa capace di collegare l'educazione ambientale alla conoscenza del territorio.
L'appuntamento ha rappresentato la tappa conclusiva di un percorso che, anche attraverso le precedenti iniziative dedicate alla valorizzazione del pescato e alle esperienze di show cooking di qualche settimana fa, ha cercato di restituire centralità alle tradizioni alimentari marinare, coniugando divulgazione, cultura gastronomica e sensibilizzazione ambientale.
Il progetto si è così concluso affidando idealmente ai più giovani una responsabilità precisa: conoscere il mare per imparare a rispettarlo.
Perché difendere il mare significa anche difendere il lavoro dei pescatori, l'economia delle comunità costiere e un patrimonio di tradizioni che appartiene alla storia di Gioiosa Marea e dell'intero Golfo di Patti.
L'appuntamento, rivolto agli studenti della scuola secondaria di primo grado, rientra nel progetto “Un Mare Gioiosamente Ricco di Pesce Povero”, promosso dal Comune di Gioiosa Marea in collaborazione con il GAC Golfo di Patti e finanziato dalla Regione Siciliana, attraverso l'Assessorato all'Agricoltura, Sviluppo Rurale e Pesca Mediterranea, dipartimento della Pesca mediterranea D.D.G. n. 318 del 2 luglio 2016.
Il mare come risorsa economica, patrimonio culturale e ambiente da proteggere. Ma anche come luogo di lavoro, di sacrifici e di tradizioni tramandate da generazioni. Sono stati questi i temi al centro dell'incontro conclusivo del progetto “Alla scoperta degli antichi sapori”, svoltosi a Gioiosa Marea con il coinvolgimento degli alunni della scuola secondaria di primo grado.
Un appuntamento che ha messo a confronto il mondo della pesca, la ricerca scientifica, le istituzioni e la scuola, con l'obiettivo di far conoscere ai più giovani il valore delle risorse marine e l'importanza di un consumo alimentare consapevole ma anche invitarli a guardare il mare come un contenitore per nuove risorse economiche e di sviluppo.
Particolare attenzione è stata riservata al cosiddetto pesce povero, definizione che spesso nasconde una ricchezza di sapori, proprietà nutrizionali e tradizioni gastronomiche. Specie meno conosciute e meno richieste dal mercato, ma profondamente legate alla storia delle comunità marinare siciliane. A condurre l'incontro è stato il giornalista Massimo Scaffidi, che ha accompagnato gli interventi e favorito il dialogo con gli studenti, trasformando il convegno in un momento di confronto diretto.
Sono intervenuti Nino Accetta, in rappresentanza di Confcooperative Sicilia, settore pesca, e del Co.Ge.PA. Co.Pesca di Portorosa; Teresa Romeo, direttrice della Stazione Zoologica Anton Dohrn in Sicilia; Dario Natoli e Gabriele Villa, del GAC – Gruppo di Azione Costiera Golfo di Patti. Per l'amministrazione comunale erano presenti il sindaco Giusy La Galia, il vicesindaco Salvatore Salmeni e l'assessore Teodoro Lamonica, tra i principali promotori e animatori del progetto.
Il confronto ha consentito di affrontare il tema della pesca da prospettive differenti ma complementari: il ruolo delle marinerie nell'economia locale, le difficoltà quotidiane degli operatori, la valorizzazione del pescato, la salvaguardia degli ecosistemi e la necessità di tramandare alle nuove generazioni un patrimonio di conoscenze che rischia progressivamente di disperdersi.
La pesca, infatti, non rappresenta soltanto un'attività produttiva. Attorno alle barche, ai porti, ai mercati ittici e alle tradizioni gastronomiche si sviluppa una parte importante dell'identità delle comunità costiere. Un'economia che coinvolge pescatori, commercianti, ristoratori e famiglie, contribuendo alla vita sociale e produttiva del territorio.
Il mare non è una risorsa infinita. È stato questo uno dei messaggi centrali rivolti agli studenti. L'inquinamento, la presenza della plastica, i cambiamenti climatici e lo sfruttamento eccessivo delle risorse ittiche impongono una maggiore attenzione alla tutela dell'ambiente marino.
Valorizzare il pesce locale significa anche riscoprire il rapporto tra alimentazione, stagionalità e sostenibilità, imparando a conoscere specie spesso trascurate, ma anche quelle “nuove” che si affacciano a questi lidi inseguendo le trasformazioni climatiche, ma, e, capaci di raccontare la storia vecchia e nuova storia della cucina mediterranea.
Particolarmente significativa la partecipazione degli alunni delle scuole medie di Gioiosa Marea, che non si sono limitati ad ascoltare. I ragazzi hanno rivolto domande ai relatori, chiesto chiarimenti e manifestato curiosità per le attività dei pescatori e per le problematiche ambientali. Un coinvolgimento favorito anche dal lavoro della scuola e della dirigente scolastica Maria La Rosa, che ha accompagnato, in maniera attenta, la partecipazione degli studenti a un'iniziativa capace di collegare l'educazione ambientale alla conoscenza del territorio.
L'appuntamento ha rappresentato la tappa conclusiva di un percorso che, anche attraverso le precedenti iniziative dedicate alla valorizzazione del pescato e alle esperienze di show cooking di qualche settimana fa, ha cercato di restituire centralità alle tradizioni alimentari marinare, coniugando divulgazione, cultura gastronomica e sensibilizzazione ambientale.
Il progetto si è così concluso affidando idealmente ai più giovani una responsabilità precisa: conoscere il mare per imparare a rispettarlo.
Perché difendere il mare significa anche difendere il lavoro dei pescatori, l'economia delle comunità costiere e un patrimonio di tradizioni che appartiene alla storia di Gioiosa Marea e dell'intero Golfo di Patti.
L'appuntamento, rivolto agli studenti della scuola secondaria di primo grado, rientra nel progetto “Un Mare Gioiosamente Ricco di Pesce Povero”, promosso dal Comune di Gioiosa Marea in collaborazione con il GAC Golfo di Patti e finanziato dalla Regione Siciliana, attraverso l'Assessorato all'Agricoltura, Sviluppo Rurale e Pesca Mediterranea, dipartimento della Pesca mediterranea D.D.G. n. 318 del 2 luglio 2016.
