Scritto il 07/09/2026
da Città di Gioiosa Marea

👷🏻‍♀️Si è conclusa la prima campagna di ricerche archeologiche sistematiche sull'abitato antico di Gioiosa Guardia, promossa dall'Università degli Studi di Messina – Dipartimento di Civiltà Antiche e Moderne, in collaborazione con il Parco Archeologico di Tindari diretto dall'Arch. Giuseppe Natoli e con il sostegno del Comune di Gioiosa Marea.
Per due settimane, dal 24 agosto, l'équipe universitaria ha lavorato sull'altura dove le rovine della città medievale convivono con le tracce, assai più antiche, di un abitato risalente all'età del bronzo, poi ellenizzato, rimasto finora ai margini della ricerca.
Le attività hanno avuto carattere interamente non invasivo. La prospezione condotta all'interno del sito — l'esplorazione sistematica, palmo a palmo, delle superfici dell'abitato — è stata affiancata da prospezioni geofisiche (georadar e tomografia elettrica) e da rilievi aerei con sensori termici e laser, che si aggiungono alla copertura LiDAR realizzata nella primavera scorsa dal Consiglio Nazionale delle Ricerche, attraverso l'Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale (CNR-ISPC) e l'Istituto di Metodologie Integrate per l'Osservazione della Terra (CNR-IMIOT) di Potenza. Un insieme di tecniche che consente di leggere il terreno, e ciò che vi giace sepolto, senza muovere una zolla.
Si tratta di un lavoro preliminare, destinato a orientare le attività di scavo, il cui avvio è previsto per il maggio del prossimo anno. I dati raccolti sono ora in corso di elaborazione nei laboratori dell'Ateneo.
Delle conoscenze sin qui acquisite e delle direzioni che la ricerca si prepara a imboccare si discuterà nel convegno «Gioiosa Guardia: stato dell'arte e prospettive di ricerca», in programma il prossimo 24 ottobre a Gioiosa Marea: un'occasione per fare il punto, insieme agli studiosi impegnati sul campo, su uno dei siti più promettenti della Sicilia nordorientale.
«La presenza dell'Università di Messina sul nostro territorio è il primo passo di un percorso che vogliamo lungo e condiviso — dichiara il Sindaco Tindara La Galia —. Gioiosa Guardia appartiene alla memoria di questa comunità: restituirle la parola è un investimento sulla nostra identità e sul nostro futuro».
«Abbiamo scelto di accompagnare la ricerca fin dal primo sopralluogo, e continueremo a farlo — afferma l'Assessore ai Beni Culturali Teodoro La Monica —. Il compito dell'amministrazione non è di sostituirsi agli studiosi, ma di garantire loro le condizioni per lavorare: accessi, logistica, tutela dell'area, continuità negli anni. Nel frattempo prepariamo ciò che verrà dopo lo scavo, perché un sito che torna a parlare ha bisogno di sentieri percorribili, di segnaletica, di scuole che lo visitino. Gioiosa Guardia non deve restare un cantiere per specialisti: è il luogo da cui il paese è disceso al mare, e i cittadini hanno diritto di risalirvi».
«La campagna ci consegna la base documentaria sulla quale impostare il prosieguo delle ricerche — aggiunge il Prof. Marco Sfacteria dell'ateneo peloritano, responsabile scientifico delle ricerche —. Al convegno di ottobre racconteremo come abbiamo lavorato e quali domande guideranno la prossima stagione».